Il cibo degli antichi Ercolanesi sfida il tempo: la mostra prorogata fino a giugno, poi conquista Roma
di Dario Ruggiero
Il cibo degli antichi Ercolanesi sfida il tempo: la mostra prorogata fino a giugno, poi conquista Roma
C'è del pane carbonizzato in una teca di vetro che ha quasi duemila anni. È ancora riconoscibile, ancora leggibile nelle sue scanalature, nei segni delle mani che lo hanno impastato. Guardarlo da vicino è un'esperienza che spiazza: in un istante la storia smette di essere una data da ricordare e diventa qualcosa di fisico, di quotidiano, di umano. È esattamente questo l'effetto che sa fare «Dall'uovo alle mele. La civiltà del cibo e i piaceri della tavola a Ercolano» — la mostra che il Parco Archeologico di Ercolano ha costruito attorno a uno dei patrimoni più straordinari e meno raccontati dell'antichità.
E la notizia è doppia. Prima: l'esposizione viene prorogata. Chi non l'ha ancora vista ha tempo fino al 14 giugno 2026 per farlo, a Villa Campolieto sul Miglio d'Oro. Seconda: dopo quella data la mostra non chiude — si trasferisce. Dal 14 luglio «Dall'uovo alle mele» approda a Castel Sant'Angelo a Roma, in una nuova tappa che porta il racconto di Ercolano nel cuore della Capitale.
Cosa racconta la mostra
Aperta il 28 marzo 2025, l'esposizione ha costruito il suo percorso attorno a qualcosa di raro nel panorama della cultura classica: non statue, non monete, non iscrizioni — ma cibo. Cereali, legumi, frutta secca, uova, frutti di mare, perfino vino: tutto restituito in forma carbonizzata dall'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. con una fedeltà che ancora oggi lascia senza parole gli studiosi. Reperti organici che in condizioni normali sarebbero scomparsi per sempre, e che invece Ercolano ha conservato meglio di qualsiasi altro sito romano al mondo.
«Il cibo non è solo nutrimento. È identità, è gerarchia sociale, è rituale. Ercolano ce lo restituisce intatto — e questo cambia tutto il modo in cui guardiamo al mondo antico.»Dal testo curatoriale della mostra
A fare da contrappunto ai reperti, utensili da cucina, vasellame, oggetti della vita domestica che ricostruiscono l'intera filiera: dalla produzione alla tavola, dalla tavola allo smaltimento. L'allestimento — concepito secondo la formula della "stanza nella stanza" negli ambienti decorati del piano nobile di Villa Campolieto, splendida dimora settecentesca di Luigi Vanvitelli — trasforma la visita in un'esperienza doppia: si legge Ercolano antica, ma si legge anche la storia del luogo che la ospita.
Perché Castel Sant'Angelo è la sede giusta
Quando si annuncia che una mostra si trasferisce, la prima domanda è sempre: perché lì? In questo caso la risposta è tutt'altro che protocollare. Castel Sant'Angelo condivide con Ercolano qualcosa di fondamentale: il passato non si è dissolto, si è depositato. Mausoleo imperiale, fortezza medievale, residenza papale, museo — ogni epoca ha lasciato il suo strato senza cancellare quello precedente. Esattamente come Ercolano, dove l'eruzione del Vesuvio ha fatto da sigillo, bloccando il tempo e conservando la quotidianità di una città intera.
In entrambi i casi siamo di fronte a luoghi dove la storia non è una narrazione astratta ma una presenza concreta, visibile, quasi tangibile. È questa affinità profonda — tra una città che il vulcano ha fermato e un monumento che ogni secolo ha riscritto — a fare di Castel Sant'Angelo la sede naturale per la seconda tappa dell'esposizione. Date, orari e biglietti per la sede romana saranno comunicati nelle prossime settimane.
Come visitare (fino al 14 giugno)
📍 Informazioni per la visita — Villa Campolieto
Luogo
Villa Campolieto, Corso Resina 283, Ercolano (NA)
Date
Fino al 14 giugno 2026
Orari
9:00 – 19:00 (ultimo ingresso ore 18:00)
Parcheggio
Interno gratuito fino a esaurimento posti
Biglietti
Parco Archeologico + Mostra: € 19,00 intero / € 4,00 ridotto
Villa Campolieto + Mostra: € 7,00 intero
Gratuito: under 6, disabili + accompagnatore
Prenotazioni
Sito mostra
ercolano.cultura.gov.it/dalluovoallemele
🏛 Dal 14 luglio 2026 la mostra si trasferisce a Castel Sant'Angelo, Roma. Date e biglietti saranno comunicati a breve.
La mostra rientra nel ciclo «Ercolano 1738–2018. Talento Passato e Presente», dedicato alla valorizzazione della vita nell'antica città vesuviana attraverso esposizioni tematiche ospitate nei luoghi più significativi del territorio.